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I nostri articoli Tags | Adele Sarno, ADHD, Disturbo da iperattività e deficit dell'attenzione, Emilia Costa, Kataweb salute, Psicofarmaci, Ritalin

Bambini iperattivi, gli psicofarmaci provocano allucinazioni

Posted on 20 febbraio 2009 by Patrizio Romano Dell'Anna

Fonte: Kataweb salute

Di Adele Sarno

Provocano allucinazioni e alcuni possono creare danni epatici. Sono i farmaci per curare il disturbo da iperattività e deficit di attenzione. Uno studio effettuato dai ricercatori della Food and Drug Administration, l’Agenzia americana per il farmaco, ha rilevato che le molecole usate per trattare la sindrome ADHD, ovvero il disturbo da iperattività e deficit di attenzione, possono dare allucinazioni ai bambini. Alcuni hanno avuto la sensazione allucinatoria di vermi, serpenti e altri animali striscianti sul loro corpo. Secondo i risultati del progetto di screening “PRISMA” promosso dal ministero della Salute, in Italia162.000 bambini sono potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci utili a trattare la sindrome da iperattività e da deficit di attenzione.

“Prima di somministrare un farmaco – spiega Emilia Costa, titolare della prima Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma La Sapienza – bisogna fare una diagnosi. Per curare un bambino affetto da ADHD occorre un progetto terapeutico specifico e personalizzato che tenga conto del cervello in via di evoluzione nell’infanzia e nell’adolescenza, e di tutti quei fattori che possono produrre alterazioni anche irreversibili. In tutti i casi la diagnosi va formulata da uno psichiatra o da un neuropsichiatria infantile con accertata esperienza sul campo e non certo come spesso avviene da genitori o insegnanti”.

I sintomi della malattia. Si distraggono facilmente e sembra che abbiano altro in mente. Sono impulsivi, hanno difficoltà a organizzare azioni complesse e si stancano subito. Sono bambini e potrebbero essere affetti da ADHD, disturbo da iperattività e deficit di attenzione. Il loro comportamento si rivede in ogni situazione: a scuola mentre seguono una lezione, a casa se fanno i compiti, in un ambiente ludico, cioè quando giocano con i genitori e con i coetanei, se sono davanti alla televisione o a tavola. Per modificare e ‘normalizzare’ il comportamento di alcuni pazienti iperattivi e con deficit d’attenzione si utilizzano psicofarmaci.

“È necessario ricordare – continua la Costa – che il nostro cervello è effetto e causa del divenire umano e che questo significa che la cultura di oggi diventerà il patrimonio genetico dei bambini di domani, cioè che pensieri, atteggiamenti e comportamenti di oggi vengono trasmessi alle future generazioni e se noi influenziamo il cervello in evoluzione con sostanze o interventi inappropriati creiamo bambini disturbati. Quindi chi ha potere decisionale in campo di Psicofarmacologia deve rendersi conto che se sbaglia anziché favorire l’evoluzione favorisce l’involuzione”.

Lo studio della FDA: attenzione al rischio allucinazioni. Sono stati analizzati 49 studi clinici, che riguardano questi prodotti farmaceutici, in uno studio pubblicato su Pediatrics e diretto dal professor Andrew Mosholder. Secondo quanto riportato dall, l’FDA ha analizzato il Ritalin della Novartis AG, il Focalin XR, i cerotti dermici Adderall XR e Daytrana della Shire Plc, Concerta della Johnson & Johnson, Strattera della Eli Lilly e Metadate CD della CoCelltech Pharmaceuticals Inc.
“Il numero di casi di psicosi o mania nei trial clinici pediatrici era basso – ha tranquillizzato Mosholder – ma comunque non trascurabile, abbiamo notato infatti la completa assenza di simili eventi nel gruppo placebo di questi studi”. Fatto sta che alcuni bambini avevano allucinazioni.

Anche danni epatici. Ancora una volta è la FDA a lanciare l’allarme. Ha infatti emesso una comunicazione sui danni epatici (anche mortali) che hanno riportato i piccoli in cura con la molecola atomoxetina (nome commerciale Strattera). E così, ha emesso una comunicazione per i medici americani, sollecitandoli a informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all’uso del medicinale. Infine chiedevano “di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell’area epatica o inspiegabili sintomi influenzali”. L’atomoxetina è stata approvata nel 2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti ed agitati e da pochi mesi è in commercio anche in Italia.

L’FDA nella sua comunicazione scrive che “mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell’atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali”.

Le terapie possibili. L’alternativa all’approccio farmacologico è quello psicoterapeutico. Un farmaco elimina il sintomo ma non risolve il disturbo profondo, spesso causa della malattia. “Fermo restando che ogni storia è a se e non possiamo generalizzare, il successo delle psicoterapie è noto in letteratura scientifica, ma troppo spesso ignorato in terapia. Vengono utilizzati con una certa leggerezza psicofarmaci e si crede che le terapie non farmacologiche non funzionino: il problema invece è che sono state ‘snobbate’ per lungo tempo a favore di soluzioni dagli effetti più immediati”.

Insomma se è vero che il farmaco ha una sua dignità d’utilizzo, nei casi ‘limite’ in cui è appropriato (cioè quando il bambino può fare del male sia a se stesso sia agli altri) va detto però – sottolinea l’esperta – la psicoterapia modifica anch’essa realmente la struttura cerebrale e influisce concretamente e positivamente sul comportamento, e tali miglioramenti sono tangibili e misurabili. “Non comprendo quindi come si possa continuare ad ignorare questi fatti – conclude Emilia Costa – prediligendo sempre l’approccio biologico, organicista e farmacologico e declassando superficialmente la psicoterapia a ‘quattro chiacchere’ tra terapeuta e paziente’

19 Febbraio 2009

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Commenti

  1. erre bi marzo 10th, 2009 at 03:23

    le allucinazioni…sono niente,consderando che il metifenadato ,il p.a.
    di questi farmaci utilizzati per adhd in realta sono del gruppo metamfetamine e danno dipendenza e DANNO BIOLOGICO,come altri farmacidi area psico prescritti con”estrema facilita” a bambini e adolescenti in fase crescita.

    [Rispondi]

  2. Luna novembre 19th, 2009 at 18:35

    Finchè molti psichiatri e neuropsichiatri continueranno a lavorare per le case farmaceutiche invece che per la salute dei bambini ciò continuerà a succedere!
    Lo psicologo clinico che conosce il problema ADHD può effettuare la diagnosi e la terapia riabilitativa utilizzata con questi soggetti, anche perchè come è noto la diagnosi è effettuata sulla base dei risultati ai test psicologici e sul giudizio clinico basato sull’anamnesi e non si basa su neuroradiografie, non corrispondendo l’ADHD ad un preciso e chiaro difetto del cervello, ammesso che il disturbo esista veramente….

    [Rispondi]

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