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Segnalazioni Tags | Carlotta Longhi, Francesco Saverio Ruggiero, Lorita Tinelli, Luigi D'Elia, Piera Serra, Psichiatra, Psicologo, Psicologo v/s Psichiatra, Salute e Benessere

Psicologo o Psichiatra su medicitalia.it. Qualche precisazione

Posted on 02 marzo 2009 by Patrizio Romano Dell'Anna

SEGNALAZIONE

Buongiorno.. proprio questa mattina, qualche minuto prima di ricevere la Vostra e.mail sul neonato Osservatorio, mi sono imbattuta in un articolo, scritto da uno psichiatra psicoterapeuta, che si proponeva (almeno nelle intenzioni dichiarate) di chiarire “le differenti caratteristiche delle tre specilità PSI” (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta) ma che, a mio parere, ha sostanzialmente sminuito la figura professionale dello psicologo e dello psicologo psicoterapeuta senza troppi giri di parole.. Di seguito riporto il link dell’articolo cui mi riferisco:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=19812

Sono lieta di poter condividere con Voi la mia preoccupazione per la disinformazione che dilaga nei media.. Buon lavoro

Lettera firmata

TESTO SITO

Con l’intenzione di dare sempre la massima informazione sul mondo dei professionisti della salute, riportiamo questo articolo del Dr. Ruggiero che tratta le differenti caratteristiche delle tre specilità PSI: psichiatria, psicoterapia e psicologia.

“Lo psicologo è un laureato in psicologia. Lo psicologo che abbia, dopo la laurea, superato l’esame di stato e sia iscritto all’Ordine degli Psicologi, è un laureato che da quel momento è anche abilitato all’esercizio della professione di psicologo fornendo un aiuto non farmacologico (tecniche di rilassamento, colloqui di sostegno, consulenze, ecc.).
Lo psicologo non può prescrivere farmaci, effettuare diagnosi e/o dare indicazioni di tipo medico, e, se non ha conseguito il titolo di psicoterapeuta non può esercitare la psicoterapia e non può dirsi psicoterapeuta.
Per svolgere la professione di psicoterapeuta lo psicologo deve effettuare una scuola di psicoterapia quadriennale che abiliti all’esercizio della psicoterapia.
Per essere certi che lo psicologo a cui ci rivolgiamo sia anche psicoterapeuta, la strada più sicura è consultare l’Ordine Professionale, al quale deve essere iscritto con entrambi i titoli.

La stessa distinzione va fatta fra psichiatra, neurologo e psicoterapeuta: esse non sono figure equivalenti e sovrapponibili.
Tuttavia, a differenza dello psicologo non psicoterapeuta il quale non può prendere in cura nessuno, lo psichiatra e il neurologo, in quanto laureati in medicina, possono prendere in cura i pazienti per praticare le terapie mediche. Lo psichiatra è un laureato in Medicina che ha ottenuto la specializzazione in Psichiatria.
È un errore pensare che lo psichiatra, in quanto medico, sappia intervenire solo tramite le medicine. Dipende dall’approccio che egli sceglie di seguire.
Accanto a specialisti che privilegiano l’uso dei farmaci si trovano altri che affrontano le malattie associando ai farmaci un intervento anche psicologico (gestito da loro o da altri professionisti). Lo psichiatra non sempre svolge l’attività di psicoterapeuta.Lo psicoterapeuta è uno specialista qualificato in psicoterapia.
Lo psicoterapeuta proviene indifferentemente sia dalla laurea in psicologia, che dalla laurea in medicina.
Una volta formatosi, lo psicoterapeuta è uno specialista qualificato alla diagnosi e cura dei disturbi psichici e delle malattie mentali.
La psicoterapia è un intervento che va più in profondità della consulenza psicologica. Ci sono moltissime scuole di psicoterapia, ognuna delle quali ha un suo orientamento teorico e tecnico.
Poichè, nella maggior parte dei casi, il trattamento dei disturbi psichici e delle malattie mentali, richiede la somministrazione sia della psicoterapia che della farmacoterapia, ovviamente lo psicoterapeuta psicologo deve affiancarsi ad una o più figure mediche.
Ciò non significa, che lo psicoterapeuta psicologo non sia competente dei disturbi e delle malattie che tratta, ma significa che, non essendo medico, non può stabilire nè diagnosi, nè terapie, quando implicano anche valutazioni di medicina generale o specialistica. Perciò deve avvalersi della collaborazione di medici.

Questa collaborazione dello psicoterapeuta psicologo, è indispensabile affinchè possa essere evitato il rischio di mantenere in psicoterapia un paziente che potrebbe, invece, trarre giovamento tempestivamente del supporto degli psicofarmaci, o di altre terapie mediche.
Oppure per evitare che disturbi psicologici con eziologia organica, vengano trattati non considerando la malattia somatica che li produce.
Teoricamente, lo psicoterapeuta medico, potrebbe anche agire da solo nei vari passaggi descritti, poichè potrebbe riunire in sè sia la figura psicoterapeutica che quella medica.”

Tratto da:
Psi… che? Psi… cosa?
Spesso i termini psicologo – psichiatra – psicoterapeuta, sono erroneamente utilizzati in modo interscambiabile. Invece, presentano delle differenze importanti.
http://www.salutare.info/pdf/23_21.pdf articolo del 05/06/2006 in Salute e Benessere.

A cura di Francesco Saverio Ruggiero – Psichiatra Psicoterapeuta- http://www.francescoruggiero.it

PARERE PRO-VERITATE A CURA DELLE DR.SSE: CARLOTTA LONGHI, LORITA TINELLI E PIERA SERRA

Lo psicologo è un laureato in psicologia.

Il semplice laureato in psicologia non è uno psicologo. Può definirsi psicologo solo chi, dopo la laurea, abbia superato l’esame di Stato e sia iscritto all’Ordine degli Psicologi.

Lo psicologo che abbia, dopo la laurea, superato l’esame di stato e sia iscritto all’Ordine degli Psicologi, è un laureato che da quel momento è anche abilitato all’esercizio della professione di psicologo fornendo un aiuto non farmacologico (tecniche di rilassamento, colloqui di sostegno, consulenze, ecc.).

> Alla definizione in negativo “fornendo un aiuto non farmacologico” possiamo sostituire la definizione in positivo “fornendo un aiuto psicologico”. Le tecniche di rilassamento non sono uno strumento riservato alla professione di psicologo, lo sono invece il colloquio psicologico e i test psicologici, i colloqui di sostegno psicologico e le consulenze psicologiche, come sancito dall’art.1 della legge 56/89: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Lo psicologo non può prescrivere farmaci, effettuare diagnosi e/o dare indicazioni di tipo medico,

> Lo psicologo può effettuare la diagnosi in ambito psicologico.

e, se non ha conseguito il titolo di psicoterapeuta non può esercitare la psicoterapia e non può dirsi psicoterapeuta.
Per svolgere la professione di psicoterapeuta lo psicologo deve effettuare una scuola di psicoterapia quadriennale che abiliti all’esercizio della psicoterapia.
Per essere certi che lo psicologo a cui ci rivolgiamo sia anche psicoterapeuta, la strada più sicura è consultare l’Ordine Professionale, al quale deve essere iscritto con entrambi i titoli.

La stessa distinzione va fatta fra psichiatra, neurologo e psicoterapeuta: esse non sono figure equivalenti e sovrapponibili.
Tuttavia, a differenza dello psicologo non psicoterapeuta il quale non può prendere in cura nessuno.

> Lo psicologo non psicoterapeuta può “prendere in cura” secondo le sue competenze, offrendo consulenza psicologica, sostegno psicologico, valutazione psicologica e diagnosi psicologica.

lo psichiatra e il neurologo, in quanto laureati in medicina, possono prendere in cura i pazienti per praticare le terapie mediche. Lo psichiatra è un laureato in Medicina che ha ottenuto la specializzazione in Psichiatria.
È un errore pensare che lo psichiatra, in quanto medico, sappia intervenire solo tramite le medicine. Dipende dall’approccio che egli sceglie di seguire.
Accanto a specialisti che privilegiano l’uso dei farmaci si trovano altri che affrontano le malattie associando ai farmaci un intervento anche psicologico (gestito da loro o da altri professionisti).

> I medici psicoterapeuti possono mettere in atto un intervento psicoterapeutico, non un intervento psicologico. L’intervento psicologico è riservato agli psicologi.

Lo psichiatra non sempre svolge l’attività di psicoterapeuta.Lo psicoterapeuta è uno specialista qualificato in psicoterapia.
Lo psicoterapeuta proviene indifferentemente sia dalla laurea in psicologia, che dalla laurea in medicina.
Una volta formatosi, lo psicoterapeuta è uno specialista qualificato alla diagnosi e cura dei disturbi psichici e delle malattie mentali. 
La psicoterapia è un intervento che va più in profondità della consulenza psicologica. Ci sono moltissime scuole di psicoterapia, ognuna delle quali ha un suo orientamento teorico e tecnico.
Poichè, nella maggior parte dei casi, il trattamento dei disturbi psichici e delle malattie mentali, richiede la somministrazione sia della psicoterapia che della farmacoterapia, ovviamente lo psicoterapeuta psicologo deve affiancarsi ad una o più figure mediche.

> L’affermazione “nella maggior parte dei casi, il trattamento dei disturbi psichici e delle malattie mentali, richiede la somministrazione sia della psicoterapia che della farmacoterapia” deve essere supportata da dati o da fonti che la provino.

Ciò non significa, che lo psicoterapeuta psicologo non sia competente dei disturbi e delle malattie che tratta, ma significa che, non essendo medico, non può stabilire nè diagnosi, nè terapie, quando implicano anche valutazioni di medicina generale o specialistica. Perciò deve avvalersi della collaborazione di medici.

Questa collaborazione dello psicoterapeuta psicologo, è indispensabile affinchè possa essere evitato il rischio di mantenere in psicoterapia un paziente che potrebbe, invece, trarre giovamento tempestivamente del supporto degli psicofarmaci, o di altre terapie mediche.
Oppure per evitare che disturbi psicologici con eziologia organica, vengano trattati non considerando la malattia somatica che li produce. 
Teoricamente, lo psicoterapeuta medico, potrebbe anche agire da solo nei vari passaggi descritti, poichè potrebbe riunire in sè sia la figura psicoterapeutica che quella medica.”

> Allo stesso modo il medico non psicoterapeuta, o lo psichiatra che non eserciti la psicoterapia ma utilizzi solo terapia farmacologica, deve collaborare con lo psicoterapeuta o con lo psicologo in modo che possa essere evitato il rischio di trattare solo con terapia farmacologica una persona che potrebbe trarre giovamento dal supporto della psicoterapia o di altri interventi psicologici.

LETTERA ALLA REDAZIONE DI Medicitalia.it

Alla cortese attenzione della
Redazione di Medicitalia.it

Gentili Dottori,

l’Osservatorio Psicologia nei Media, in merito al parere del vostro esperto Dott. Francesco Saverio Ruggiero sul tema Psichiatria, psicoterapia, psicologia, http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=19812, rileva che il parere in oggetto contiene alcune imprecisioni ed inesattezze riguardo la professione di psicologo e psicoterapeuta.

Qui trovate il link con ogni dettaglio, incluso il nostro parere di rettifica:

http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/03/02/psicologo-o-psichiatra-su-medicitaliait-qualche-precisazione/

Confidiamo nella vostra disponibilità ad integrare e modificare le informazioni da voi diffuse in modo che siano complete e corrette.

A tal proposito siamo disponibili a mettere a disposizione il nostro supporto scientifico per il miglioramento della qualità informativa in materie psicologiche.

In attesa di vostra risposta,

Cordialmente

Dr. Luigi D’Elia
Coordinatore dell’Osservatorio Psicologia nei Media

http://www.osservatoriopsicologia.it/

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L'OPM invita tutti gli interessati nominati e/o individuati direttamente o indirettamente negli articoli pubblicati dai nostri redattori, a trasmettere le proprie repliche o richieste di rettifica riguardo il tema trattato. Queste verranno inserite nel sito, se firmate ed espresse con linguaggio appropriato. L'OPM declina ogni responsabilità riguardo gli eventuali commenti e pareri espressi.

Commenti

  1. Lorenzo Cecchini marzo 4th, 2009 at 00:08

    Gentile dr. D’Elia,
    apprezziamo molto le sue osservazioni ma non possiamo prenderle in considerazione dato il nostro modello di piattaforma che non prevede livelli di “revisione esterna” sui contenuti inseriti dagli iscritti che rispettano i requisiti richiesti: se lei pensa di avere qualcosa da comunicare attraverso medicitalia.it, può iscriversi a medicitalia.it ed inviare un articolo che illustra la sua visione del mondo PSI, ma non certo per correggere il lavoro o il pensiero altrui. Ciò infatti configura la assunzione del fatto che ci sia una supremazia intellettuale di un professionista che può correggerne unilateralmente un altro, e ciò non è nel nostro stile.
    Possiamo invece inoltrare questa sua richiesta direttamente al dr. Ruggiero che potrà venire a conoscenza del suo punto di vista e, se riterrà opportuno, in qualità di autore, ci invierà le eventuali integrazioni al proprio scritto.

    Le evidenziamo anche che medicitalia.it già annovera tra i propri iscritti più di 200 psicologi che hanno potuto inviare molti articoli nella sezione MinForma e che discutono normalmente con gli psichiatri nello spaziomedici, il forum riservato ai professionisti iscritti.
    Apprezzeremo quindi qualsiasi contributo scientifico vorrà inviarci, ma necessariamente solo se apportato nel rispetto delle norme che vengono accettate da tutti gli iscritti alla comunità medicitalia.it.

    La ringraziamo per l’attenzione, cordiali saluti
    Lorenzo Cecchini
    staff@medicitalia.it

    [Rispondi]

  2. Antonella M. marzo 4th, 2009 at 14:54

    Salve,

    ho letto completamente l’articolo del Dr. Ruggiero e ritengo che sia molto completo ed esplicito sulle varie figure professionali che si possono incontrare sulla propria strada.

    Mi sono imbattuta spesso in psicologi che mi hanno prescritto farmaci senza essere medici e che lo hanno fatto senza specificare che non lo potevano fare per nessun motivo.

    Devo dire che l’articolo in questione è davvero chiaro ed esprime la realtà sulle professioni.
    Lo psicologo non svolge una professiona sanitaria vera e propria e credo sia giusto affermare che non può fare la diagnosi.

    Le “correzioni” che vengono richieste in questo sito sembrano posticcie e anche inutili. Servono solo a rimarcare ciò che è evidentemente chiaro all’interno dell’articolo.

    Il problema vero è che la gente non sa ancora la differenza tra psichiatra e psicologo e questo scritto lo chiarisce in modo inequivocabile.

    [Rispondi]

  3. Luigi D'Elia marzo 4th, 2009 at 18:17

    Gentile dott. Cecchini,
    grazie innanzitutto delle sua risposta.
     
    ll nostro intervento come Osservatorio è partito da una segnalazione, a noi giunta da un vostro lettore, di contenuti non corretti riguardo la professione di psicologo. 
    La richiesta dell’Osservatorio Psicologia nel Media era di precisazione ed integrazione dell’informazione del Dr. Ruggiero circa l’illustrazione della differente professionalità tra psicologi e psichiatri e psicoterapeuti, nella quale si riscontrano alcune inesattezze, oltre al fatto che la professione di psicologo è descritta prevalentemente in negativo.

    Non si tratta quindi di “visioni del mondo psi”, o di “supremazia intellettuale di un professionista” su un altro, ma del rispetto, nella comunicazione relativa alla professione di psicologo, di riferimenti oggettivi quali la letteratura prodotta dalla comunità scientifica e la legge istitutiva della professione. 

    Attendersi rettifica su questi presupposti e sull’informazione erogata avviene usualmente nelle nostre comunità scientifiche, laddove si dia per valida la correttezza della rettifica stessa e laddove si assuma da entrambe le parti la possibilità di correggersi e migliorare.
     
    Attendiamo fiduciosi la risposta d’integrazione del Dr. Ruggiero e accogliamo con piacere il suo invito a portare contenuti scientifici sul suo portale.

    Per la Redazione dell’Osservatorio Psicologia nei Media
    Luigi D’Elia

    [Rispondi]

  4. Carlotta Longhi marzo 4th, 2009 at 20:00

    Gentile Antonella M.,

    gli psicologi non possono prescrivere farmaci. Se lo fanno commettono il reato di esercizio abusivo della professione medica. Lei sostiene di essersi imbattuta spesso in psicologi che le hanno prescritto farmaci: se è così le chiediamo di effettuare una denuncia presso l’Ordine competente che procederà. O, se preferisce, può fornire a noi il materiale e la sua dichiarazione di disponibilità a fornire testimonianza in merito e noi li inoltreremo. Altrimenti, se non può provare con riferimenti certi la sua accusa, la preghiamo di ritirarla, in quanto quello che cita è un comportamento molto grave.

    Quanto alla possibilità dello psicologo di effettuare diagnosi in ambito psicologico, questa è in modo inequivocabile sancita dalla legge di ordinamento della professione di psicologo (legge 56/89) da noi riportata: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

    Per la Redazione dell’Osservatorio Psicologia nei Media
    Carlotta Longhi

    [Rispondi]

  5. Antonella M. marzo 6th, 2009 at 19:25

    Cito dei comportamenti che sono realmente avvenuti!
    Affermo ciò che dico perchè posso essere coperta dall’anonimato.

    Lo psicologo che mi ha prescritto dei farmaci, me li ha anche somministrati mentre ero nel suo studio e mi ha scritto su un foglietto anonimo il nome del farmaco, per farmelo acquistare in farmacia.

    Ovviamente, queste sono le mie affermazioni ma non potendo provare quanto affermo non posso fare nè pubblicamente nè nelle sedi opportune il nome di questo psicologo, oltretutto sarebbe la mia parola contro la sua e, certamente, non ho voglia poi di subire un processo per diffamazione.

    Altre volte, mi sono imbattuta in psicologi (a volte solo sedicenti, in quanto laureati e non abilitati o non laureati in psicologia) che mi hanno indicato la strada per il trattamento farmacologico, indicando le modalità di scalaggio di alcuni farmaci o anche interruzione dei trattamenti.
    Anche in questi casi, la furbizia di questi individui non può consentire di attribuire veridicità alle mie affermazioni che restano, purtroppo, solo delle affermazioni in base alla mia esperienza.
    I sedicenti si nascondono all’interno di studi di colleghi psicologi conniventi, ma queste sono le mie affermazioni.
    Le affermazioni di una “pazza”.

    Per questi motivi, ritengo che lo scritto che voi accusate sia decisamente chiarificatore di molti aspetti rispetto alla professione di psicologo, e le correzioni richieste sono inutili perchè si comprende bene il testo.

    Se lo avessi letto prima….

    [Rispondi]

    fabrizio Risposta:
    marzo 30th, 2009 alle 12:12

    @Antonella M., Lei mente sapendo di mentire….si faccia curare o trovi il modo di sentirsi meno sola.

    [Rispondi]

    Pietro Principato Risposta:
    marzo 30th, 2009 alle 16:23

    @Antonella M.,
    Carissima e “sfortunatissima” Antonella M.
    mi dispiace che lei si sia imbattuta in qualche mio collega disonesto, ma come ben saprà “le pecore nere” si trovano ovunque e in ogni categoria professionale; per tale motivo mi sembra ingiusto screditare una categoria professionale, tra l’altro tutelata dalla Stato Italiano, come quella degli psicologi.
    Per quanto riquarda la disputa su chi può fare diagnosi oppure no, mi dispiace per lei (ma anche per qualche altro…)ma non è una questione di opinioni personali…c’è soltanto da leggere una legge dello Stato Italiano ovvero la legge 56/89 (costituzione dell’Ordine degli psicologi italiani) oppure il Codice Deontologico degli psicologi italiani.
    Pertanto, confidando nella sua curiosità e nella sua voglia di apprendere, la invito cordialmente a leggere quanto sopra suggerito.
    Cordiali saluti
    Pietro Principato

    [Rispondi]

  6. Laura marzo 6th, 2009 at 19:53

    Ma siamo ancora a questo punto?!

    [Rispondi]

  7. Luana marzo 7th, 2009 at 18:56

    X Antonella M.
    Certo, e io da psicologa psicoterapeuta ho conosciuto una paziente ricoverata per due anni in un centro diurno di un Centro d’eccellenza per i disturbi alimentari, diagnosi psichiatrica “anoressia bulimia” imbottita di farmaci e totalmente “psichiatrizzata”. Sono bastati 6 mesi di serio e onesto lavoro per escludere la diagnosi psichiatrica, inviare la paziente a visite mediche di ben altro tipo e rivelare una caso di celiachia “classico”.
    6 mesi per restituire la propria vita ad una persona cui la medicina psichiatrica aveva sotratto ogni speranza, ogni qualità di vita.
    Le sembrerebbe onesto che per un caso io andassi in giro ascrivere che gli psichiatri non sanno fare diagnosi? prescrivono quintali di psicofarmaci senza che abbia alcun senso la prescrizione.
    Cerchiamo di essere seri e focalizzati, un’esperienza personale non è che un caso di malasanità come tanti in mezzo a tanti interventi seri e professionali di psicologi, psicoterapeuti,psichiatri.
    Resta il fatto che la puntualizzazione redatta era puntale e precisa, perché l’articolo scritto dal DOtt.Ruggiero era asssolutamente approssimativo, superficiale, impreciso e probabilmente viziato dal pregiudizio del “medico”.
    Cordialità

    [Rispondi]

  8. Katia marzo 30th, 2009 at 08:38

    Salve,
    rimango sconvolta nell’apprendere delle pratiche scorrette che alcuni psicologi mettono in atto (come quella di somministrare farmaci o di modificare le terapie farmacologiche), pratiche assolutamente da condannare poichè uno psicologo non ha le competenze per farlo!
    Nonostante questo ritengo che l’articolo del Dott. Ruggerio sia profondamente fuorviante e sminuisca la professione di psicologo e di psicoterapeuta proveniente da laurea in psicologia.
    Se è vero che chiarisce bene il fatto che tali figure professionali non possono somministrare farmaci, è altrettanto vero che le stesse possono fare diagnosi e che le competenze e le possibilità professionali che in questo articolo vengono attribuite a tali figure sono limitative e le pongono in posizione subordinata rispetto al medico, cosa assolutamente non vera.
    Vero è che in taluni casi (e non nella maggior parte) il cliente può necessitare di una terapia farmacologica, per cui lo psicologo o lo psicoterapeuta non medico deve collaborare con un collega medico, ma è altrettanto vero che spesso lo psichiatra, proprio per la sua formazione prevalentemente medica, ha la necessità di affiancarsi a un collega psicologo per non affidarsi esclusivamente alle medicine, e che molti pazienti possono trarre maggiore o ugual giovamento da un sostegno psicologico che da una terapia farmacologica (eliminando così gli effetti collaterali, spesso pesanti, dovuti ai farmaci e, a volte, anche parte della stigmatizzazione sociale).
    Purtroppo mi sto rendendo conto che sono molti i medici (e, quindi, gli psichiatri) che sminuiscono la professione psicologica. E molti gli psicologi che ce l’hanno a morte con i colleghi medici.
    Ritengo che una collaborazione alla pari, dove i ruoli siano ben stabiliti, nelle loro diversità e sovrapposizioni, e in cui le diverse figure professionali possano comunicare tra di loro e chiedersi reciprocamente aiuto sarebbe la situazione più auspicabile, anche se temo molto utopistica.

    [Rispondi]

  9. fabrizio marzo 30th, 2009 at 12:09

    Chi accusa uno psicologo di prescrivere farmaci deve poterlo dimostrare con la falsa ricetta ricevuta, il nome del farmaco prescritto ecc, diversamente parla solo a vanvera o si riferisce solo al consiglio di comprare un pò di valeriana.
    Il confronto tra noi psicologi ed altri professionisti della salute sarà sempre arduo e perdente….noi per primi accettiamo nell’ordine laureati in lettere e persino non laureati….quando scoppierà questo scandalo?
    Noi per primi sappiamo benissimo di avere corsi di laurea in cui si insegna di tutto, con una varietà di esami e preparazioni da circo equestre…con che diritto ci confrontiamo al medico?

    [Rispondi]

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