SEGNALAZIONE
Il 14 Luglio Giancarlo Lehner, deputato PDL, fa visita al presunto stupratore seriale Luca Bianchini presso il carcere Regina Coeli. Questi i suoi commenti, riportati a suo tempo da “Il Messaggero”: “Siamo stati a parlare oltre 20 minuti e ci siamo guardati negli occhi. Occhi buoni dolci. Lui era sereno, tranquillo, il classico bravo ragazzo. O ci troviamo di fronte ad un classico caso di scissione della personalità tipo Dr. Jeckyll e Mr Hyde, o anche questa volta i questori si sono sbagliati.” E ancora: “non c’è alcun tratto che faccia pensare al mostro.”
Quando il test del DNA, due settimane più tardi, confermerà che il codice genetico del trentatreenne ragioniere è compatibile con le tracce trovate sugli indumenti di almeno tre vittime di violenze sessuali, Lehner, intervistato da Giuseppe Cruciani a “La Zanzara” del 30/07, insiste e rincara la dose. Trascrivo fedelmente una parte dell’intervista:
Cruciani: Non è che dall’aspetto si riconosce uno stupratore seriale….
Lehner: Io gli ho parlato 40 minuti! A me ha fatto l’effetto di un bravissimo ragazzo. (…)
Io ho di fronte un bravo ragazzo, quindi, o ci troviamo di fronte ad una scissione perfetta della persona, alla Stevenson, oppure siamo di fronte ad un errore.
Cruciani: Ma qualche dubbio ce l’ha adesso che è arrivata la conferma del DNA?
Lehner: Naturalmente non è che io possa opporre nulla di fronte a prove scientifiche, ma il mio impegno davanti a tutti è quello di andare nuovamente a trovare Bianchini e parlarci questa volta non 40 minuti ma un’ora o anche di più, per capire, anche perché per me questo è diventato una sfida (…) O siamo davanti a un caso “di scuola” di scissione, Quindi a suo modo interessante, oppure qui c’è sotto qualcos’altro.
Lettera firmata
PARERE DEL DR. MAURO GRIMOLDI
L’onorevole Lehner, trovandosi di fronte a quello che ritiene un “bravo ragazzo”, ne deduce (”quindi”…) che non può essere autore di alcuni crimini. Vi sarebbe da chiedere a Lehner quanti stupratori ha incontrato, o comunque che idea ha di come appaiano e si presentino all’interlocutore.
Evidentemente lo stereotipo dello “stupratore” di Lehner male si attaglia all’individuo Bianchini che ha incontrato per un breve periodo, variabile da 20 a 40 minuti a seconda dell’intervista rilasciata.
Eppure, sapendo come dovrebbe sapere un politico e un garantista che è impossibile e estranea al processo penale la possibilità di inferire alcunché riguardo l’innocenza o la colpevolezza di chicchessia partendo da una valutazione di personalità, Lehner è sicuro nello stabilire un legame di causa-effetto tra la categoria soggettiva di “bravo ragazzo” e la mancata commissione di reati.
Inoltre. Neppure il migliore perito, psicologo, psichiatra, criminologo che sia, si sarebbe accontentato di quel breve colloquio per esprimere qualsivoglia valutazione di personalità, tantomeno parlare di “scissioni”, di interessante “caso di scuola”. Inoltre, nelle scienze umane, una certa prudenza nei giudizi è sempre consigliabile. Non è il territorio delle certezze e nemmeno quello delle prove.
Noto che nei discorsi di Lehner non emergono mai le scienze che studiano i crimini e chi questi crimini commette. Evidentemente l’onorevole Lehner è privo degli strumenti necessari per capire quale complessità richieda la valutazione in cui si è addentrato, e la necessità imperativa di competenze specialistiche per rispondere a quesiti anche infinitamente più semplici della compatibilità tra personalità e commissione di crimini; come la capacità di intendere e volere al momento dei fatti, per esempio.
Si noti che di fronte al giudzio penale, neppure gli inquirenti né i giudicanti esprimono in proprio opinioni in merito a questioni di personalità, ma in caso di quesiti inerenti la commissione del crimine in oggetto si delega un perito di parte e/o un CTU super partes delegato dal giudice.
Non viene da stupirsi della “cantonata” presa dall’onorevole con le sue dichiarazioni e le migliori intenzioni accompagnate però solo dal “buon senso”. L’insistenza con cui dichiara di volere proseguire nella sua “indagine”, con un colloquio “anche di più di un’ora” non mi pare foriera di giudizi più profondi in futuro.
Il garantismo è un’intenzione lodevole, così come l’azione che ne scaturisce. In tale contesto, incontrare in carcere detenuti in attesa di giudizio appare buona cosa per un membro della Commissione Giustizia. Tuttavia, da questi incontri è al massimo legittimo attendersi un’interrogazione del politico nel merito delle modalità con cui viene interpretata la legge e gestita un’indagine. Sul modo e non sui contenuti. Qui vi è invece l’idea che sia “buona cosa” sostituirsi ai magistrati inquirenti, agli investigatori, e ai periti opponendo alla scienza e alla prassi giuridica il proprio “buon senso” e un’ora di un tempo prezioso. A volte, di converso, è il silenzio e non l’interventismo o il presenzialismo ad essere un valore. Altrimenti si rischia di scadere nella superficialità, e di ritrovarsi, metaforicamente, a diagnosticare malattie o guarigioni in base al pallore del volto o alla postura di un individuo, dimenticandosi che esistono esami precisi e medici competenti cui porre le domande che necessitano di risposte serie.
Nel caso di specie risulta, oltre che dall’esperienza diretta anche dello stesso scrivente, dai trattati di profiling criminale come sia frequente che lo stupratore, similmente all’omicida seriale, sia spesso un individuo insospettabile. Con buona pace del romanziere Stevenson.
Mauro Grimoldi
Psicologo. Coordinatore gruppo di intervento psicologico sui crimini sessuali c/o Servizi Sociali del Tribunale Minorenni di Brescia. Autore di “Adolescenze Estreme: i perchè dei ragazzi che uccidono” e di diversi articoli sui crimini sessuali.











Il commento del dott. Grimoldi è perfetto.
Il garantismo è una cosa seria e civilissima, che non va sprecata da onorevoli digiuni di prudenza e di competenze specifiche.
Riedi
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Sono disgustata, se basta guardare negli occhi una persona a cosa servono gli ispettori di polizia, i magistrati, i giudici i professionisti che si impegnano in corsi di formazione per migliorare le loro competenze tecniche…ma davvero basta così poco? Giusto per parafrasare il Lehner: o siamo di fronte ad un caso di doti da indovino oppure stiamo tornando ai tribunali dell’inquisizione….
Complimenti al Dottor Grimoldi!
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Caro Mauro, ottima risposta. Conoscendoti, forse tu ci riesci in un colloquio di 40 minuti. Non vedo perchè dovremmo stipediare lautamente l’onorevole Lehner per fare colloqui insulsi con un detenuto.
Ciao Tiziana
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