24/8/2009
GALASSIAMENTE
Biofilosofia e frontiere della biologia
ROSALBA MICELI
Si svolgerà il 17 settembre, a Trento, un seminario dedicato alla “Biofilosofia”, disciplina emergente, allo scopo di metterne in luce il ruolo, l’importanza, ed i suoi possibili scenari futuri, tenuto da Kristian Köchy, professore di filosofia teoretica all’Università di Kassel (presso l’aula piccola della Fondazione Bruno Kessler, ore 15:00 – 18:00). L’incontro chiude il ciclo di seminari “Frontiere della biologia”, organizzato dal Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler (FBK) nell’ambito del progetto “Il futuro della natura umana”. Ne parliamo con la ricercatrice dell’FBK Francesca Michelini, moderatrice del seminario, e studiosa di una delle questioni teoretiche fondamentali per l’attuale dibattito in filosofia della biologia: la finalità naturale.
Dottoressa, che cosa è la filosofia della biologia?
La filosofia della biologia è attualmente una delle più interessanti ramificazioni della filosofia della scienza, che affronta tematiche legate alle scienze biologiche e biomediche. È sorta come disciplina autonoma solo a partire dagli anni Settanta, anche se tradizionalmente molti filosofi come Aristotele (considerato il primo filosofo della biologia), Kant, Hegel, Plessner, e più di recente, Jonas, hanno posto al centro della loro riflessione proprio le tematiche derivanti dal “regno” della vita.
Con quali argomenti si misura?
Al centro della filosofia della biologia stanno alcune delle questioni più impellenti e spinose anche nel dibattito pubblico extra-accademico: che cosa sia un organismo vivente e cosa sia la vita; in che rapporto stia la nostra razionalità con le nostre origini biologiche e quali siano le basi biologiche delle nostre attività mentali; quale sia il legame della selezione naturale con le nostre attività più propriamente umane, con la nostra “cultura”; che cosa si intenda e che tipo di nozioni siano “specie” e “individuo” (in particolare, il concetto di individuo, una delle tematiche più spinose e cariche di conseguenze, approda in biologia provenendo dal linguaggio corrente e dalla filosofia, come indicatore di indivisibilità e di unicità. E’ dunque un termine metaforico che in biologia diventa fondativi declinato al plurale); entro quali limiti si possano ancora applicare alla natura nozioni come causalità, finalità, etc.; che cosa indichino concetti come “complessità” ed “emergenza”.
Quali obiettivi stanno alla base del ciclo di incontri “Frontiere della biologia”?
Il ciclo seminariale – tenendo conto della novità e della diffusione ancora limitata di questi studi soprattutto in Italia – ha inteso anzitutto affrontare lo statuto e la natura della filosofia della biologia, dire “che cosa essa sia e cosa non sia”, chiarirne l’oggetto e i “limiti”, nella duplice accezione di “confini” e di punti di partenza e di connessione con altre discipline (con l’etica, la bioetica, ad esempio, oltre che, naturalmente, con le scienze della vita. Di qui il titolo del ciclo seminariale: “Frontiere della biologia”).
Può introdurre il tema dell’incontro “Biofilosofia. L’approccio contestualistico?
L’intervento finale di Kristian Köchy – una delle voci più interessanti oggi in Germania – è volto a mettere in relazione le moderne istanze della filosofia della biologia con il possibile recupero della tradizione della filosofia della natura, in una visione “contestualistica” che cerca di combinare aspetti propri ai diversi approcci alla disciplina (ontologici, epistemologici, critico-metodologici).
Il progetto “Il Futuro della natura umana”, nell’arco cronologico previsto dall’Accordo di Programma (2009-2015) tende ad un approfondimento a tutto campo del tema del rapporto tra le scienze della natura (Natural Sciences) e le scienze dello spirito (Humanities). In particolare, questo lavoro di ricerca si traduce anzitutto in un’analisi degli usi che del concetto di natura e di natura umana vengono fatti all’interno del dibattito scientifico, filosofico, politico contemporaneo. Alla base dell’indagine vi è l’ipotesi che una comprensione critica di questi snodi teorici possa favorire una relazione più equilibrata con le visioni del futuro che attraversano le nostre società.
Info per il seminario: michelini@fbk.eu; pacosta@fbk.eu
+ Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler










