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Cinema Tags | Chiara Santi, Ewan Mc Gregor, George Clooney, Grant Heslov, Jeff Bridges, Kevin Spacey, L'uomo che fissava le capre

L’uomo che fissa le capre

Posted on 21 novembre 2009 by Sara Ginanneschi

Titolo originale: The men who stare at goats
Regia: Grant Heslov
Sceneggiatura: Peter Straughan dal romanzo di Jon Ronson
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Louise Frogley
Interpreti: George Clooney, Ewan Mc Gregor, Jeff  Bridges, Kevin Spacey
Fotografia: Robert Elswit
Montaggio: Tatiana Riegel
Musiche: Rolfe Kent
Produzione: Smoke House Pictures
Distribuzione: Medusa
Paese: USA, 2009
Uscita Cinema: 06/11/2009
Genere: Commedia
Durata: 93′ Min

di Chiara Santi

Si poteva fare di meglio, peccato. Nonostante un cast di tutto rispetto e (non più di) qualche battuta molto gustosa, il film appare caotico e poco organico. A salvarlo, più che altro, è un sempre strepitoso George Clooney, il quale dà il meglio di sé nella commedia, grazie ad una capacità mimica ed a qualità espressive che, oggi come oggi, non hanno eguali se non in Johnny Depp.

Peccato, dicevo, perché l’idea era buona e quasi inesauribile fonte di possibili battute esilaranti. Un giornalista in piena crisi esistenziale dopo essere stato lasciato dalla moglie vuole dimostrare a se stesso – e molto di più a lei – di essere un vero uomo, affrontando i pericoli e le incertezze del giornalismo d’inchiesta nel pieno della guerra in Iraq. Qui incontra, invece, un agente di un’unità segreta dell’esercito americano, creata per valutare ed utilizzare superpoteri psichici, in una missione nata seguendo una sua visione paranormale, appunto. In cerca dello scoop della sua vita, si affiancherà a lui, scoprendo man mano numerose informazioni su questo settore nascosto dell’esercito, che assomiglia molto più ad una comunità hippy che non ad un reparto speciale.

In realtà, il film non è immune da meriti, tutt’altro. Primo fra tutti, quello di realizzare una commedia dissacrante su intoccabili argomenti “sacri” come l’U.S. Army, l’autorità, le sperimentazioni scientifiche. Altro risultato ottenuto, è quello di farci dubitare per tutto il film, attraverso le avventure del giornalista, se ciò a cui si sta assistendo sia risultato del caso o effetto di poteri paranormali. Anzi, il dubbio, ad essere sinceri, parte ancora prima di vedere il film, perché sembra che la sceneggiatura prenda spunto da un libro-inchiesta di stampo giornalistico, anche se poi esagerata e distorta per piegarla alle regole della commedia demenziale. Perciò lo spettatore, per tutto il tempo, si chiede quanto di vero possa esserci e quanto di assolutamente inventato e, nondimeno, si interroga sull’utilità o inutilità di certi esperimenti e sulla necessità che a farli siano proprio degli eserciti.

Forse basterebbe già questo a renderlo un film interessante, ma certo è che chi si aspetta comicità e battute sempre all’altezza della situazione, rimane un po’ deluso. Se, invece, lo si vuole usare come spunto di riflessione, allora L’uomo che fissa le capre può tranquillamente raggiungere il suo scopo.
E, comunque, lo spettatore si porterà a casa anche qualche vera “chicca” di recitazione.

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Commenti

  1. Federica novembre 23rd, 2009 at 11:15

    Secondo me la scena più bella è quella dove George Clooney chiede scusa all’iracheno per il suo comportamento in quanto americano e anche l’iracheno fa lo stesso… questo significato del film non è stato colto????

    [Rispondi]

    Chiara Santi Risposta:
    novembre 23rd, 2009 alle 16:16

    @Federica, Cara Federica, quando si scrive una recensione si vuole dare un’idea generale, non fare un’analisi minuziosa di tutto il film. Infatti, ho scritto che ci sono anche aspetti positivi e validi, ma non potevo soffermarmi su ogni cosa. Ad esempio, avrei potuto anche dire che la battuta sul “dim mac” è una delle più spassose che abbia sentito ultimamente in un film, ma non ci può stare tutto. Certamente, quello che tu citi è uno degli aspetti che ritengo validi del film
    Chiara

    [Rispondi]

  2. Chiara Santi novembre 23rd, 2009 at 16:15

    Cara Federica, quando si scrive una recensione si vuole dare un’idea generale, non fare un’analisi minuziosa di tutto il film. Infatti, ho scritto che ci sono anche aspetti positivi e validi, ma non potevo soffermarmi su ogni cosa. Ad esempio, avrei potuto anche dire che la battuta sul “dim mac” è una delle più spassose che abbia sentito ultimamente in un film, ma non ci può stare tutto. Certamente, quello che tu citi è uno degli aspetti che ritengo validi del film
    Chiara

    [Rispondi]

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