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Cinema, Rubriche Tags | Cashback, Chiara Santi, Emilia Fox, Giuseppe Preziosi, Sean Biggerstaff, Sean Ellis

Cashback

Posted on 24 aprile 2010 by Chiara Santi

Regia: Sean Ellis
Sceneggiatura: Sean Ellis
Attori: Sean Biggerstaff, Emilia Fox, Shaun Evans, Michelle Ryan, Stuart Goodwin
Produzione: Left Turns Films
Distribuzione:  20th Century Fox
Paese: Gran Bretagna
Uscita Cinema: 2005
Genere: commedia
Durata: 100 minuti
Formato: colore

di Giuseppe Preziosi

È successo a tutti. Un crash emotivo. La persona che ami, che ti amava, va via, ti odia, è furente con te; dopo poco la incroci che ti ha già sostituito. Succede a Ben Willis, timido studente d’arte che si trova a subire l’impatto sonico e fisico della sua irata ex  Suzie; colpevolmente non è riuscito a renderla felice.
Succede che le solite regole del vivere quotidiano saltano, le abitudini si sgretolano, i normali rituali della giornata vengono scardinanti dalla mancanza, dal vuoto che la separazione comporta. Per Ben questo sconvolgimento è ancora più intenso, più profondo, surreale.
Prima di tutto perde il sonno, trascorre settimane senza chiudere occhio e si ritrova così ad avere altre 8 ore in più da spendere nel ricordo di lei. Ma a cedere sono anche le dimensioni dello spazio e del tempo. Per impegnare le sue nottate Ben inizia a lavorare in un supermercato nel turno di notte (-Spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane o come porta di accesso ad un cambiamento…I nonluoghi sono incentrati solamente sul presente e sono altamente rappresentativi della nostra epoca, che è caratterizzata dalla precarietà assoluta -non solo nel campo lavorativo-, dalla provvisorietà, dal transito e dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita- dalla definizione di nonluogo di Wikipedia).
Tra lunghi scaffali colorati di merci tutte uguali, illuminato da luci al neon Ben si accorge di poter rallentare e addirittura fermare il tempo a suo piacimento; inizia così ad utilizzare questi istanti dilatati per continua re il suo personale studio della bellezza; nei corpi seminudi di donne sconosciute cerca l’imprinting del femminile che ha ricevuto da bambino; traccia disegni e ritratti alla ricerca di qualcosa di perduto; gli fanno compagnia strani colleghi, strani personaggi che sembrano davvero comparse di un sogno; soggetti transitanti, cartonati, caricaturali: un mutogeno appassionato di arti marziali, due goliardici e grotteschi amici che passano il loro tempo a inventare nuovi scherzi e nuove deliranti imprese, il direttore del market imbevuto di narcisismo e megalomania. Poi c’e’ lei, Sharon, che spezza l’incantesimo (ritorna il sonno ), ne crea uno tutto nuovo e si ritrova ad essere la protagonista dei disegni di Ben.

Tralasciando le frasi  epocali sull’amore, il tempo e la vita che il regista ci suggerisce -sometimes love is hiding between the seconds of your life- e su tutte le riflessioni cervellotiche e contorte che ci potremmo fermare a fare durante la visione di Cashback rimane il piacere di  immergersi in un film tenero, intelligente, piacevole, trasognante che traccia l’ennesimo nuovo ritratto del legame d’amore, degli affetti. In un mondo posticcio dove niente sembra poter succedere davvero, nel tempio della merce per  Ben si fa spazio la possibilità di incontro reale, di un rinnovamento/cambiamento. In alcuni momenti del film le emozioni si fanno strada come tremiti lungo il corpo: Sharon arriva nella galleria dove vengono esposti i disegni di Ben e ritrova la sua immagine moltiplicata e frammentata in decine di preziosi e unici momenti; Ben che spoglia con dolcezza le immobili ragazze sconosciute del supermarket per fermare in un istante eterno la loro bellezza.
Il resto dei personaggi  arricchiscono il fluire del film in surreali tentativi di accelerare  il trascorrere del tempo della vita, di dare un senso a ogni secondo che  troppo spesso scorre lento, lentissimo (far scomparire l’orologio, sostenere le clienti nell’autoerotismo, regalarsi uno spettacolo di striptease a sorpresa). Tentativi che rubano un sorriso ma che rivelano una profonda e tragica solitudine. Proprio questo sembra suggerirci il regista, condividere il nostri secondi con qualcuno, permetterci l’incontro nella nostra dimensione personale di spazio/tempo, allontanarci da una condizione autistica e solitaria di godimento per evitare di trascorrere la nostra esistenza nella rincorsa di ciò che è inevitabilmente perduto.

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