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Dalla Stampa Tags | Emozioni, Feinstein, La Stampa

Le emozioni lasciano segni indelebili nel cervello

Posted on 24 aprile 2010 by

NEWS – LA STAMPA.it
13/04/2010 – ROMA

Anche se la memoria non funziona e i ricordi dell’evento che le ha generate svaniscono

Secondo una ricerca pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences mentre i ricordi scompaiono della mente le emozioni legate agli eventi rimangono. Per esempio in una persona malata via del morbo di Alzheimer, la cui memoria è, non ricorda cosa ha fatto dieci minuti prima ma, se quell’azione gli ha prodotto un sentimento, la sua memoria inceppata lo può ricordare.

La scoperta è di Justin Feinstein e DanTranel dell’università dell’Iowa. Gli esperti hanno osservato pazienti con gravi forme di amnesia e visto che, anche se incapaci di ricordare sia pure un minimo la trama di un film appena visto, ricordano e continuano a provare a lungo le emozioni suscitate dalla visione del film.

Questi risultati hanno implicazioni importanti su due fronti: oggi sono in corso molte ricerche volte a trovare un metodo per cancellare il ricordo di un evento traumatico ma, stando a questo studio, anche se cancelli il fatto doloroso non è detto che ciò basti a cancellare il dolore procurato da quell’episodio; inoltre i malati di Alzheimer, pur ricordando poco o nulla delle loro giornate, hanno “ricordi emotivi” che non vanno dimenticati per offrire loro un’assistenza di qualità.

Gli esperti hanno osservato la “memoria emotiva” di un gruppo di pazienti colpiti da grave amnesia a causa di lesioni a livello dell’ippocampo che è la sede della nostra memoria ed è crucile per il trasferimento delle nuove informazioni nel “cassetto” della memoria permanente. Questi pazienti hanno difficoltà a ricordare qualsiasi informazione in modo duraturo.

I neuropsicologi hanno lasciato vedere per alcuni giorni dei film, commedie o film drammatici per suscitare felicità o tristezza in questi pazienti. Pur non avendo problemi a ridere o piangere di un film, i pazienti già a 10 minuti dalla visione non ricordano minimamente cosa hanno visto. Eppure, è emerso sottoponendoli a questionari ad hoc per valutare il loro stato emotivo, i pazienti trattengono a lungo le emozioni suscitate dalla visione dei film, soprattutto la tristezza.

«I pazienti continuano a provare le emozioni scatenate dal film, la tristezza più a lungo della felicità, entrambi i sentimenti durano molto più a lungo di quanto persista in loro il ricordo del film», ha spiegato Feinstein.

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