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Cinema Tags | Anthony Giddens, Laterza, Manuela Materdomini, Marco Luca Cattaneo, Sara Sartini, Stefano Fregni, Zygmund Bauman

Amore liquido

Posted on 25 settembre 2010 by

Regia: Marco Luca Cattaneo
Soggetto: Marco Luca Cattaneo
Sceneggiatura: Marco Luca Cattaneo, Davide Turrini, Marcomario Guadagni
Attori: Stefano Fregni, Sara Sartini, Martina Capannini, Pina Randi
Fotografia: Antonio Veracini
Produzione: Associazione Evoè
Paese: Italia 2010
Uscita Cinema: 25/08/2010
Genere: Drammatico
Durata: 90 Minuti
Formato: HD portato in 35 mm

di Manuela Materdomini

«A tempo debito, l’amore e la morte colpiranno;
solo che non abbiamo la benché minima idea
di quando tale ora scoccherà»
Z. Bauman – Amore Liquido

Forse la «relazione pura» (Anthony Giddens) citata da Zygmund Bauman nel saggio del 2003 Liquid Love. On the Frailty of Human Bonds (edito in Italia da Laterza, Amore Liquido, 2006) è quella che per Mario, il protagonista del film di Marco Luca Cattaneo, si consuma nella freddezza di un bagno pubblico di Bologna. Sesso orale con una sconosciuta. Scrive Giddens: «una delle caratteristiche della relazione pura è che può essere troncata, più o meno a proprio piacimento e in qualsiasi momento, da ciascuno dei due partner». Cattaneo, sfruttando le potenzialità del linguaggio cinematografico, ha condensato in questa scena un complesso di elementi e di significati sfaccettati che la connotano come l’emblema estremizzato della relazione tascabile, usa e getta, istantanea e smaltibile. Non si tratta dell’unica scena forte di questo film di nicchia ma già pluripremiato (Premio come Miglior Film Italiano alla IX edizione del RIFF; Zenith D’or come Miglior Opera Prima al Festival des Films Du Monde di Montreal). Realizzato in quattro settimane in una Bologna deserta, il film si caratterizza per uno stile documentaristico, ottenuto mediante l’uso di videocamera digitale ad alta definizione. Il cast è composto da attori giovani e Stefano Fregni, nel ruolo di Mario, dà una prova di recitazione impressionante.
La storia è ridotta all’osso e un po’ squallida, come la vita del protagonista, che è attraversata da una profonda ed ineluttabile solitudine. Mario abita in un appartamento desolante con la madre malata, fa il netturbino notturno e qualche volta rivende i rifiuti per arrotondare. Di notte intrattiene relazioni virtuali via chat e nel tempo libero vive le vite degli altri. I tempi della narrazione sono dilatati e vengono scanditi dal susseguirsi dei suoi pensieri e delle pulsioni. Sfiorare i capelli di una sconosciuta sull’autobus, masturbarsi di notte di fronte al computer…L’occhio della telecamera si accanisce senza tregua sul suo viso: prima la barba, poi le labbra, gli occhi, poi di nuovo la barba, il naso, a caccia di minuscole contrazioni che tradiscano l’eccitazione.
Il lento incedere dei giorni, sempre lo stesso tra il devoto accudimento della madre, con la quale Mario sembra intrappolato in rapporto al limite dell’incesto, le visite ai nipotini e gli appuntamenti pornografici sul pc, sarà minato da un incontro reale, così diverso ed esponenzialmente più complesso delle relazioni virtuali cui Mario è abituato.
Questo film desolante, angosciante, a tratti ripugnante e grottesco descrive senza intenti moralistici la deriva sociale e sentimentale verso cui l’homo consumens (Z. Bauman, 2003) rischia di andare, evidenziando tristemente come, per dirla con Bauman: «la facilità del disimpegno e l’interruzione su richiesta dei rapporti non riduce i rischi; semplicemente li distribuisce – insieme alle angosce che sempre li accompagnano – in modo diverso».

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Commenti

  1. FRANCO G. REMI novembre 10th, 2010 at 17:03

    Ho avuto modo di assistere all’anteprima del film a Bologna l’inverno scorso. A differenza di molti altri film, “Amore liquido”, con le sue immagini ordinarie e i suoi ritmi quotidiani, si innesta a livello del vissuto abitudinario dello spettatore e da lì apre finestre sul non detto, mette a fuoco temi e situazioni percepite ma vaghe, ci fa vedere un po’ oltre. Ma quel poco è già abbastanza, “Amore liquido” è un film che ci accompagna fuori dalla sala e ci scopriamo, a distanza di mesi, a ripensare alle vicende di Mario e Agata, a pensare a noi stessi.
    Film consigliato alle donne per capire (a volte) i loro uomini, film consigliato agli uomini per scegliere meglio.

    [Rispondi]

1 Trackbacks For This Post

  1. Amore liquido | Taxi Drivers.it says:
    aprile 5th, 2012 at 21:47

    [...] (articolo originale: http://www.osservatoriopsicologia.it/2010/09/25/amore-liquido/) [...]

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